I consigli della sesta edizione di MasterChef Italia #1

Anno nuovo, edizione imperdibile di MasterChef Italia ai blocchi di partenza! Guardando le due prime puntate andate in onda su Sky Uno, mi sono resa vergognosamente conto di una cosa. Non ho mai messo in pratica i preziosi suggerimenti che i quattro giudici più famosi della tv italiana dispensano durante la stagione, né tantomeno ho mai ricreato una delle ricette realizzate degli aspiranti chef. Questo perché negli anni ho sempre rivolto più attenzione alle dinamiche delle sfide, alle personalità colorate dei concorrenti, alle battute a volte spiazzanti di Barbieri, Bastianich (in primis!), Cannavacciuolo e Cracco e alle ospitate stellate. Ho pensato, quindi, che sarebbe stato carino aprire questa “rubrica” per raccogliere (e poi recuperare ogni volta che se ne ha la necessità) tutti i trucchi e anche i segreti colti nel corso delle puntate.

Si dice che se scrivi le cose, poi restano in mente più facilmente! E io, che al liceo e all’università, ero la regina dei “riassuntini” scritti a mano, non posso che confermarlo. Nelle prossime settimane mi impegnerò solennemente a convogliare nel blog tutti i consigli della sesta edizione di MasterChef Italia. Il giovedì sera, infatti, per i prossimi tre mesi sarà sacro. E così è già stato per gli ultimi due del 2016 quando, tassello dopo tassello, i quattro giudici hanno definito la nuova squadra di cuochi provetti tra i quali verrà incoronato il sesto MasterChef italiano. Tra temerari sogni imprenditoriali, irriducibili passioni, impiattamenti impeccabili e i primi mappazzoni di questa stagione, ho preso nota di una serie di epifanie gastronomiche che voglio assolutamente condividere con voi.

1. CUCINARE A CRUDO.

La prima prova di MasterChef Italia nella suggestiva cornice della Stazione Centrale di Milano ha scremato subito i concorrenti, che da 150 sono inevitabilmente diventati 100. Sotto alla cloche, avevano a disposizone un’orata, dello scalogno, ananas, rapanelli, lamponi, polline secco, foglie di shiso, sedano e pomodoro nero. All’avvio della manche, lo chef Cracco ha precisato che cucinare a crudo non significa unicamente non cuocere, ma anche “tagliare in modo esatto, abbinare gli ingredienti con sensibilità, insaporirli nel modo giusto”, mantenendo intensi i colori dei prodotti. Al momento della selezione, Bastianich, mentre si destreggiava in quella che è la sua pratica più quotata, ovvero il lancio dei piatti, ha elogiato un paio di presentazioni. La prima, in cui il pesce è stato “cotto“ nell’acido dell’ananas, e la seconda, che ha fatto dei semi del pomodoro un’ottima idea decorativa.

Al termine della prova, in 100 si sono guadagnati il diritto di cucinare nel famigerato hangar di MasterChef Italia, davanti ai giudici. Ecco un altro paio di suggerimenti scanditi dai grandi chef:

2. MAI BUCARE LA CARNE.

Cannavacciuolo, infatti, ha richiamato uno dei concorrenti. Per trasferire il filetto di maiale su un tagliere e affettarlo, ha punzecchiato il taglio con un forcone. Sarebbe stato meglio usare una paletta. In questo modo avrebbe evitato di far fuoriuscire i succhi che rendono la carne così succulenta!

3. QUANDO SI IMPIATTA NON CI SI FERMA.

Anche Cracco ha avuto da ridire sulla lentezza di uno degli chef amatoriali che si è perso un po’ troppo in chiacchiere, mentre guarniva il suo cavallo di battaglia. Evidentemente, in questo modo si rischia di raffreddare gli ingredienti e, cosa da non sottovalutare, di far attendere gli ospiti in sala.

A questo punto, la classe di MasterChef Italia si riduceva sempre di più. Ed ecco la mia prova preferita. Quella in cui anch’ìo, forse, non avrei fatto una figuraccia.

4. IL PURÈ PERFETTO.

Prima regola: il latte deve essere caldo. Ecchallà! Io, per la fretta, ammetto di usare sempre quello freddo. Bastianich e Barbieri, inoltre, hanno sottolineato come il burro invece debba essere incorporato a freddo, mantecato alla fine. Questo permette al purè di gonfiarsi. Addirittura, la ricetta di Alain Ducasse prevede l’utilizzo al 50/50 di burro e patate!

Il penultimo test che ha impegnato gli chef sopravvissuti li ha visti alle prese con quattro diversi tipi di cottura: il fritto, il vapore, la griglia e l’umido. In particolare sono rimasta affascinata dai consigli di Barbieri al suo lotto di concorrenti.

5. LA COTTURA IN UMIDO.

Oltre a essere indispensabile azzeccare tempi e quantità, per presentare una perfetta tajine in 35 minuti è opportuno “rimpicciolire le dosi e selezionare carni con cotture veloci”. Il pesce è sicuramente l’ingrediente più adatto! Ogni tanto, il coperchio della tajine va aperto. La pietanza non si deve mai asciugare. Inoltre, più cuoci il contenuto, più lo restringi e più si concentrano I sapori.

Dulcis in fundo, la preparazione in dieci minuti della tipica salsa fredda genovese, che (destino beffardo!) ha bandito dalla cucina di MasterChef Italia proprio una concorrente di Genova. A quanto pare, insomma, non dev’essere proprio una scampagnata.

6. IL PESTO NEL MORTAIO.

Una ricetta molto difficile da realizzare, pur nella sua semplicità. Cannavacciuolo con sicurezza ha descritto a Bastianich il procedimento appropriato. “Prima aglio senza anima e pinoli, poi sale, foglie di basilico, parmigiano, che per la sua delicatezza dovrà essere aggiunto in dose doppia rispetto al pecorino, e olio”. Quest’ultimo va dosato con estrema cautela. Non aggiunto tutto in un colpo, ma chiamato dalla salsa stessa, quando si sta asciugando. Un trucco per non annerire il basilico, mentre lo si pesta? Cracco suggerisce una base di sale grosso e, ovviamente, un’esemplare manualità del pestello.

Queste due prime puntate sono passate anche attraverso un sottobosco di orrori da gustare. Avete fatto caso al riso marinato nella salsa di soya prima della cottura e al pesce fresco grattuggiato come se fosse un formaggio? Naturalmente non sono mancate anche le pillole di bastardaggine che i quattro giudici ogni tanto elargiscono agli aspiranti chef. In particolare, sono rimasta ammutolita dalle formule taglienti utilzzate per comunicare ai concorrenti che la loro avventura si concludeva lì. Voi come avreste preferito essere esonerati?

“Anche tu puoi continuare a cucinare….ma a casa tua!”

o

“Raggiungi i tuoi colleghi…ma quelli che non ce l’hanno fatta!”

Una cosa è certa: la sadicità degli autori di MasterChef Italia, quest’anno sarà sicuramente tutto un programma!

NB Le immagini e le gif pubblicate in questo articolo provengono dalle pagine social ufficiali di MasterChef Italia.

 

You may also like

2 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *