Mahalo: il sushi hawaiano a Roma

Mahalo - South Pacific Fine Food

Le Hawaii di Mahalo conquistano la ristorazione capitolina. I primi di gennaio, in una Roma dalle temperature rigide come non mai, ho scoperto un angolo tropicale e di tendenza che, per qualche ora, mi ha fatto dimenticare il gelo patito tra le vie della capitale. La zona di Ponte Milvio, da sempre luogo di ritrovo della mondanità romana, fa da scrigno al ristorante Mahalo – South Pacific Fine Food (Via Flaminia 496/B1). Un posto che non c’era! Emerso dalla scena gastronomica di Roma solo lo scorso novembre, Mahalo propone una cucina fusion davvero irresistibile. Il sushi hawaiano, infatti, è uno dei più forti trend del momento a livello mondiale e la proposta, anche d’asporto, di questo locale affonda le sue radici proprio nelle migliori ricette delle Hawaii e delle isole del Sud Pacifico.

Il locale è ricercato, ma molto piccolo: una trentina di posti a sedere affiancano la possibilità di godersi l’esperienza anche al banco che si affaccia sulla cucina a vista. Nei mesi più caldi, invece, il dehor esterno non avrà nulla da invidiare ai chioschetti delle spiagge di qualche atollo sperduto.

Ma è all’interno che si respira la vera atmosfera hawaiana di Mahalo. Una vegetazione rigogliosa e colori sgargianti si intrecciano con il blu dell’Oceano Pacifico e trasformano l’ambiente in una sontuosa jungla tropicale racchiusa in una serra di vetro a effetto, impeccabile nei suoi arredi naturali e nelle sue luci soffuse.

Mahalo - South Pacific Fine Food

Mahalo - South Pacific Fine Food

Il menu è molto vario e le presentazioni davvero invitanti. Gli amanti del sushi non resteranno affatto delusi! La selezione dei piatti, infatti, esula dai canoni classici. Rivisitato ma delicato, il pesce crudo è fresco e gustoso, grazie alle marinature di impronta hawaiana. Il contrasto tra ingredienti e gli abbinamenti insoliti caricano le ricette di sapori e consistenze.

Si parte con i coloratissimi poke, le sensazionali insalate di pesce crudo e riso tipiche delle Hawaii, per poi passare agli uramaki, ai rolls e anche alle zuppe. Il sushi è guarnito con frutta tropicale e ingredienti inconsueti, come il tubero polinesiano taro, le radici di loto, il giaco, ma anche il platano fritto, la maracuja e la salsa di macadamia. Il trionfo di colori nei piatti è assicurato. Ne saranno felici gli Instagram-addicted! Per non parlare dei sushi burger, dei sushi donuts e dei dolci. Oltremodo fotogenici e impeccabili nel gusto.

Mahalo - South Pacific Fine Food

 

Nioi Rice Poke: riso, salmone e tonno con marinatura Mahalo, avocado, spicy mayo, uova di pesce volante, cipollotto, alga nori croccante, sesamo e wakame.
Nioi Rice Poke: riso, salmone e tonno con marinatura Mahalo, avocado, spicy mayo, uova di pesce volante, cipollotto, alga nori croccante, sesamo e wakame.

 

Nakeke: salmone croccante, tartare di salmone, avocado, ananas e salsa honey mustard.
Nakeke: salmone croccante, tartare di salmone, avocado, ananas e salsa honey mustard.

 

 

Mauna Loa: tonno rosso impanato nel sesamo, mango, tampiko e uova di pesce volante.
Mauna Loa: tonno rosso impanato nel sesamo, mango, tampiko e uova di pesce volante.

Un capitolo a parte se lo meritano i cocktail. Statuette votive in stile Tiki si trasformano in bicchieri scenografici pronti a contenere mix esotici che danno alla serata quel tocco allegro ed estivo in più.

Mahalo - South Pacific Fine Food

COSA MI È PIACIUTO DI MAHALO?

  • L’ambientazione, la musica, i colori e i sapori mi hanno catapultato alle Hawaii. Ho subito dimenticato che fuori (ahimè!) era inverno inoltrato.
  • Il menù molto vario, da scoprire in più di una serata.
  • La possibilità di fare un’esperienza di viaggio in cucina dall’ottimo rapporto qualità-prezzo.
  • La prelibata alternativa all’ormai sdoganato sushi nippo-brasiliano.

COSA, INVECE, NON MI HA CONVINTO DEL TUTTO?

  • Se la Lei, la tipica collana di benvenuto di cui vi omaggiano all’ingresso, fosse fatta di fiori veri farebbe decisamente un figurone!
  • Il banco di lavoro, essendo a vista, dovrebbe essere più ordinato e “rassicurante”.
  • Spingerei di più l’acceleratore sui sapori: in alcuni piatti erano belli intensi, in altri un po’ più sbiaditi.
  • La cucina a vista spesso è sinonimo di odori che impregnano l’abbigliamento.

Io ho sempre desiderato andare alle Hawaii e, con questo freddo, è stato più semplice di quanto immaginassi.

E voi? Siete già stati da Mahalo?

Cosa vi ha fatto innamorare di questo piccolo, ma vivace locale?

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1 commento

  1. Ho in programma un giretto a Roma in primavera.
    Me lo segno, anche perchè il sushi hawaiano non l’ho mai provato!

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